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Antonio Criscuolo (1819-1871)


di
Mario Vinci

Antonio Criscuolo nacque a Mesagne nel 1819, da padre napoletano, Alessandro, di professione orafo, e da madre mesagnese, Carmela Devicienti. Nel manoscritto (fine ‘800) di Paolino Cavaliere si legge che la sua casa natale era ubicata nella piazza che oggi porta il suo nome, “sopra il trappeto di Giustiniano Sconosciuto”. Poco più che ventenne, si trasferì a Napoli per intraprendere gli studi artistici presso l’Accademia delle Belle Arti, dove si diplomò. Successivamente partecipò con sue opere a diverse mostre, ricevendone apprezzamenti e premi. In una di queste mostre vinse il primo premio con il quadro “Ragazzi che giocano a gatta cieca”. A Napoli dipinse anche una grande tela, “Napoleone che valica le Alpi”, che è conservata nel bellissimo palazzo della famiglia Pignatelli, sempre a Napoli.

Chiamato a Taranto per eseguire alcuni lavori, in particolare il ritratto del marchese di Beaumont, vi rimase, trovandovi non solo lavoro, ma anche moglie. Sposò Raffaela Talamo e dal matrimonio nacquero tre figli, Carmela, Alessandro ed Elisa. Alessandro fu un valente avvocato ed un eccellente oratore, di lui ricordiamo il discorso tenuto a Taranto dove aprì una scuola di disegno e fra i suoi allievi ci fu, fra gli altri, Francesco Bruni. In questo periodo eseguì moltissime opere, specialmente ritratti che ancora oggi si conservano presso molte famiglie patrizie tarantine e salentine, tra cui la famiglia Carducci e Cacace a Taranto, la famiglia Gallucci a Galantina e l’Antoglietta a Lecce. A Francavilla Fontana dipinse i soffitti del palazzo ducale e a Taranto quelli del palazzo Cacace-Maggi.

Restaurò, inoltre, la cupola del Cappellone di San Cataldo a Taranto e dipinse gli affreschi della chiesa di Santa Chiara. Nella sua terra natia era solito recarsi per rivedere i suoi cari. Mesagne possiede due sue opere, che ancora oggi si possono ammirare: il quadro dell’Immacolata Concezione, che si conserva presso la chiesa omonima in Piazza Vittorio Emanuele, ed il quadro di Sant’Antonio da Padova, conservato presso la chiesa di Santa Maria in Betlemme in Piazza Garibaldi. A testimonianza del suo amore per Mesagne esiste anche una litografia, recentemente ristampata, nella quale si può ammirare una veduta del paese da ponente come si presentava alla metà del secolo scorso. Fu anche ufficiale della Guardia Nazionale e nutrì ideali liberali. Morì a Taranto il 10 dicembre del 1871.


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