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Antonio Mavaro (1725-1812)


di
Mario Vinci

Da un’agiata famiglia originaria di Salice, Antonio Mavaro nacque nel 1725 [1] a Mesagne, dove si era stabilita nei primi anni del XVII secolo. Figlio di Rocco ed Anna Martucci, Antonio compì gli studi giuridici in Napoli, come anche il fratello Giuseppe Maria e ritornato a Mesagne si dedicò ad amministrare l’ingente patrimonio familiare, non trascurando la vita amministrativa e politica della città. Il fratello Giuseppe ricoprì nel 1767 la carica di Sindaco dei nobili (come annota Antonio nella Messapografia) e fu delegato presso il Regio Consiglio in Napoli a rappresentare e tutelare i diritti dei propri concittadini nella causa contro il marchese Giuseppe Barretta feudatario di Mesagne. Antonio esercitò con prestigio la professione forense, fu Giudice della Principal Corte nella città di Molfetta [2], come egli stesso dichiara in un atto di procura stipulato dal notaio Sergio Maggialletti il 5 luglio del 1762. Il 25 marzo del 1764 sposò la nobile Giusepp’Angela Miccoli di Putignano [3] e dal loro matrimonio nacquero i figli Rocco, Vincenzo, Stella ed Emilia.

Come accennato, egli non fu solo un valido uomo di legge ma anche un attento studioso e profondo conoscitore della storia ed un appassionato archeologo. Raccolse e conservò molti reperti archeologici rivenienti da sporadici ritrovamenti in paese, ma soprattutto, con molta probabilitàà, dalle località archeologiche oggi ben conosciute di Muro-Tenente e Campofreddo, masserie di proprietà della famiglia. Raccolse, inoltre, in volumi, ai quali diede lui stesso il titolo di “Responsa prudentium”, scritture, allegazioni, controversie e documenti riguardanti l’Università di Mesagne ed i vari feudatari che si erano succeduti nel corso degli anni. Tradusse dal latino la Messapografia di Epifanio Ferdinando seniore, arricchendola di varie notizie posteriori alla morte dell’autore, sino al 1794. Inoltre riportò in appendice tutti gli avvenimenti, ricchi di particolari, che caratterizzarono il Regno di Napoli durante la rivoluzione del 1799, perché vissuti da testimone. Fortunatamente questo voluminoso manoscritto non andò disperso come tutte le altre carte e reperti raccolti e gelosamente custoditi,. Nel testamento, infatti, il Mavaro dice: “E’ mia ferma volontà che la mia libreria esistente nel mio studio, con alcuni vasi antichi, e tutt’altro che ivi trovasi resti di conto di detto Vincenzo mio figlio”.

Purtroppo, dalla morte del figlio Vincenzo (arcidiacono della Chiesa Matrice di Mesagne), avvenuta nel 1830, non vi  è più nessuna traccia dei documenti né tantomeno dei vecchi libri o dei reperti archeologici. Si potrebbe supporre che furono venduti o donati (alcuni di quei documenti potrebbero essere stati donati all’Archivio Capitolare). L’avvocato Antonio Profilo [4] scrisse che molti di quei documenti inerenti l’Università furono da lui consultati, pertanto è da ritenere che sul finire dell’Ottocento quei documenti fossero ancora esistenti, sicuramente presso qualche famiglia (com’è avvenuto per la Messapografia, che era presso qualche famiglia mesagnese e solo qualche anno addietro fu donata alla Biblioteca Arcivescovile “De Leo” di Brindisi). Baldassarre Papadia nel diario del suo viaggio, compiuto nel 1791 nell’alto Salento [5], scrisse del Mavaro: “fortunatamente conobbi il dottor d. Antonio Mavaro che gentile e pulito mi fece osservare i monumenti che ha raccolto attinenti ad illustrare la storia della patria. Mi lesse qualche pezzo della traduzione da lui fatta della Messapografia del celebre Epifanio Ferdinando che la scrisse in latino secondo il gusto dei suoi tempi. E’ il signor Mavaro ancora raccoglitore d’antiche monete, vasi ed antiche lapidi che gelosamente conserva”.

Nel 1804 la sua collezione fu visionata dal generale della truppa cisalpina Giuseppe Lechi. Antonio Mavaro si spense a Mesagne, oramai avanti negli anni, il 21 luglio 1812 e con lui scomparirono molte pagine importanti della nostra storia che diligentemente e gelosamente aveva per molti anni custodito. Dei figli di Antonio Mavaro, Vincenzo fu arcidiacono della Collegiata di Mesagne e morì nel 1830, Rocco nel 1783 sposò Saveria Nasuti, di agiata famiglia originaria di Manduria. Delle altre due figlie di Antonio, Stella sposò il nobile galatinese Francesco Tanza nel 1803, Emilia invece sposò a Fasano donato Marzolla. L’abitazione del Mavaro è da identificare con le case site alla Via Generale Falcone, comprese tra i numeri civici 33 e 43, come già dimostrato in un nostro precedente lavoro [6], ove si è avuto modo di mettere a confronto diversi documenti che hanno permesso di identificare in quei fabbricati l’antico e settecentesco palazzo Mavaro. Di seguito si trascrive l’indice dell’opera del Mavaro La Messapografia suddivisa in due libri:

Libro I

Prefazione – Avvertimento – De diversi nomi della Provincia presso gli antichi e perché fu chiamata pria Lucezia – Dell’altra denominazione detta Japigia – Dell’altra denominazione data a questa Regione di Messapia: di Messapo e della città della Messapia -  Ove si fa parola della lingua e lettere Messape – Si esamina qual fosse stata la Polizia, e la forma di Governo di Messapia (Mesagne) dopo il dominio monarchico e quali fossero le guerre, nelle quali li Messapi ebbero parte – Se li Messapi e salentini sieno stati tra loro diversi o pure  una sola popolazione chiamata mescolatamente Messapia e Salentina ? – Che la presente città di Mesagne abbia avute varie denominazioni e della di lei antica estensione – Se l’antica Messapia sia stata più antica di Brindisi – Chi sia stato il fondatore di Brindisi non essendo stato Ganez figlio di Jafet ne Brento figlio di Nettuno – Si dimostra che li Cretesi fondarono Brindisi – Chi sia stato il vero fondatore di Brindisi – D’Oria città montuosa dè salentini e delle sue varie denominazioni – Se per l’Iria della quale parla Erodoto debba sentirsi Oria posta sopra un colle – Del fondatore di Taranto – D’Otranto, Taranto, Mesagne, Lupia, Rudia, Brindisi ed Oria quali mai di queste città furono le prime state fondate e più antiche ? – L’antichità di Mesagne apparisce da sepolcri, dalle monete e d’altre antichità – De vari epitaffi ed iscrizioni degli Imperatori romani e uomini illustri esistenti in Mesagne – La stessa antichità della presente Mesagne rilevasi dalle antiche famiglie – De vari Casali a Mesagne sottoposti – Delle varie magnificenze – Dignità, e privilegi della città di Mesagne – Degli uomini illustri che fiorirono in Mesagne e in tempi susseguenti e, vivente l’Autore – Delle doppie Mura di Mesagne e delle di lei torri, Porte, Giardini; fondazione del Convento del Carmine; dei PP. Francescani; dei PP. Domenicani; dei PP. Cappuccini; dei PP. Riformati; del Monastero dei PP. Celestini;  delle Monache Cappuccine; del Convento dei PP. Minimi; dell’Insigne Collegiata e Capitolo della stessa; del Monte dei Poveri; dello Spedale; della Cappella di S.Lorenzo; della Misericordia; di Mater Domini; di S. Antonio de Padova; di S.Leonardo; del Crocifisso; dei SS. Cosma e Damiano.

Libro II

Prefazione – Del clima Messapo e qual sia la perfetta ed ottima aria – Della grandissima necessità dell’aria e della di lei utilitate – dell’eccellenza del clima Messapo – Della fortezza o sia castello di Mesagne – Mesagne dall’Imperatore Carlo V viene concessa a Luigi Carroz de Villargut – Mesagne dall’Imperatore Carlo V viene venduta ad Alfonso Beltrani – Mesagne passa all’utile dominio della famiglia Albricci – Mesagne passa all’utile dominio della famiglia De Angelis – Mesagne passa all’utile dominio della famiglia Barretta – Mesagne passa all’utile dominio della famiglia Imperiali – Note e documenti vari e riguardanti il periodo dal 1794 al 1799.
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[1] Il dato viene confermato dal Catasto Onciario di Mesagne del 1753, presso l’Archivio di Stato di Brindisi, che riporta:

  • Ill.mo D. Antonio Mavaro dottore in leggi      anni 28
  • D. Giuseppe Maria fratello                            anni 25
  • Donna Anna Martucci madre                        anni 60
  • D. Bartolomeo Mavaro canonico zio             anni 60
  • Leonarda Tarantino della Vetrana serva        anni 50
  • Bartolomeo Riviezzo della Torre servo          anni 17

[2] Archivio di Stato di Brindisi, Fondo Notarile di Mesagne, Notar Biagio Maria Pinto, a. 1762, cc. 56-71.
[3] A.S.Br., Fondo Notarile di Mesagne, Notar Biagio Maria Pinto, a. 1764, cc. 71-82.
[4] A.PROFILO, Vie piazze, vichi e corti di Mesagne, Ostuni 1894, n. ed. a cura di D.Urgesi, Fasano 1993;
[5] N.VACCA, Baldassarre Papadia e l’inedito suo viaggio nell’Alto Salento, in “Archivio Storico Pugliese”, XXII (1969), p.135.
[6] M.VINCI, Per una biografia di Antonio Mavaro (1725-1812), in “Lu Lampiune”, IX (1993), n.2, pp.


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