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Le meridiane di Mesagne


 


Fin dall’antichità l’uomo ha avuto la necessità di scandire il tempo. Di dividere le ore del giorno da quelle della notte. Di regolare la sua vita. Per questo motivo ha studiato ed inventato gli strumenti idonei per poterlo fare. Tra questi anche le pubbliche meridiane che per secoli hanno accompagnato la vita degli uomini fino a quando gli attuali orologi non le hanno del tutto soppiantate e dimenticate. Così, tra le tante urbis che in passato hanno utilizzato varie tipologie di meridiane c’è anche Mesagne di cui oggi è possibile ancora ammirare una di queste testimonianze architettoniche in via degli Azzollino, l’antica “Strada longa”. Una sorta di pubblico orologio su cui la gente, quando al mattino si recava nei campi a lavorare passando da quella strada, usava alzare lo sguardo al cielo, guardare la meridiana, e verificare l’orario di partenza, o di rientro, dai campi. Una meridiana solare che dopo anni di incuria ed abbandono è stata restaurata e adesso fa bella mostra di se e, come secoli addietro, continua a svolgere il compito sociale di scandire le ore della giornata.
 

Ma a Mesagne non c’era solo la meridiana di via degli Azzollino, ve ne erano altre oggi, purtroppo, non più esistenti. Come quella, ad esempio, collocata nella masseria Viscigli depredata anni addietro da ignoti vandali. Un’altra ancora era nell’antica piazza antistantela Chiesa Matrice. Testimonianze architettoniche di un passato che ha radici profonde nella comunità mesagnese. Di meridiane si parla anche nella Bibbia, nel libro di Isaia e nel libro dei Re, allorquando il re Achaz utilizzava nel 750 a.C. tale orologio solare per scandire le ore della sua giornata. Ma non dimentichiamo nella disamina astronomica il sito di Stonehenge o il “Solarium” utilizzato dagli antichi romani. La costruzione di un quadrante solare o di una meridiana, infatti, è alquanto semplice. Forse è più complesso spiegarne l’esecuzione. Ma perché costruire una meridiana a Mesagne e soprattutto da chi è stata commissionata.
 

Radici, come suo costume, ha cercato di scavare nella storia passata e di fare un po’ di luce. Per fare questo bisogna ritornare indietro di alcuni secoli quando all’attuale civico 15 dell’antica “Strada Longa” nel XVI secolo abitava il chierico Francesco Azzollino. Lo testimonia un atto pubblico del notaio Geronimo Martucci, datato 1614, nel quale si fa una precisa descrizione dell’abitazione al di sotto della quale vi era un “trappeto” per la molitura delle olive ed un forno. Si presuppone, anche dalla conformazione spaziale dell’abitazione, che i proprietari fossero agiati e di nobile estrazione, infatti, al di sopra della lastra calcarea ove è la meridiana vi era (ancora oggi ben visibile) il calco di uno stemma gentilizio il quale risulta asportato da molti anni e cancellando purtroppo ogni legame con la famiglia che rappresentava [poteva rappresentare quello della famiglia Azzolino ? Riportante sei stelle nell’ordine 3.2.1, oppure della famiglia dei Giovio raffigurante delle rose?]. L’agiatezza economica della famiglia era rappresentata anche dalle diverse possessioni olivetate possedute, tali da giustificare la presenza di un frantoio posto al piano terreno dell’abitazione.
 

Nel 1931 l’abitazione fu acquistata dalla famiglia Cavaliere. Un antico e tipico palazzotto nobiliare del Cinquecento, a ridosso delle antiche mura che cingevano il paese, con una caratteristica cornice modanata, a scacchi, che funge da cordolo finale. Al di sotto di questa vi è il quadrante con la meridiana recuperata alla pubblica visione dal proprietario, il signor Gianni Manfredi, grazie ad un attento restauro conservativo. La meridiana in questione è del tipo verticale. E’ il sistema maggiormente utilizzato all’epoca perché è il più intuitivo.  Rivolta a Sud in modo tale che il sole potesse illuminarla già al suo levarsi, le ore venivano rilevate infatti dall’alba sino al tramonto, iniziando da sinistra con le ore 12 sino a giungere all’ora 1, posta sul lato destro, in concomitanza del tramonto. Per la costruzione di un quadrante solare, per quanto possa apparire complessa, lo è in realtà più nella spiegazione che nell’esecuzione. Per tracciare un quadrante solare verticale, bastano alcune conoscenze di astronomia, qualche pratico procedimento ed alcuni semplici strumenti geometrici come un filo a piombo, una livella, una matita, chiodi e martello, un goniometro, una bussola, un compasso a filo ed una squadra.


Tranquillino Cavallo


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