testata4.png

 Home  |  L'Istituto  |  Archivio storico  |  Galleria editoriale  |  Notizie su MesagneNumeri specialiGalleria copertine  |  Ultimo numero

Luca Pacciolla (1638-1706)


di
Massimo Guastella

Sesto di dieci fratelli, Luca Antonio Paciolla nasce a Mesagne il 9 dicembre 1638 da Giovanni Battista e Caterina Pagliara. Viene battezzato tre giorni dopo la nascita nella Collegiata da Padre Francesco Capodieci; suoi padrini sono: il medico Daniele Scoditti e Francesca Marina. La ricostruzione biografica, in attesa di rintracciare carte d'archivio relative alla sua vita, si fonda su poche notizie documentabili e sulle sue opere datate e firmate. Secondo la storiografia locale il suo apprendistato avviene probabilmente nelle botteghe di pittori mesagnesi. Intorno ai vent'anni e probabilmente dopo la peste del 1656 si recò a Napoli. Nella capitale lo ritroviamo, dopo aver completato la formazione e già artista autonomo, iscritto alla Congrega dei pittori dei SS. Anna e Luca a partire dal luglio 1665.

A Napoli sposa Geronima Sarsale, che gli dà cinque figli: Domenico, che si reca per un periodo imprecisato in Spagna; Giuseppe, che diviene teresiano scalzo col nome di frate Alessio Maria di Gesù e muore missionario nel Monte Libano; Gennaro, che a seconda delle fonti è teresiano scalzo con il nome di fra' Filippo di San Nicola oppure terziario domenicano che si  reca in Spagna e muore a Napoli nel 1702; Antonella, sposata in Roma; Nicola, religioso domenicano a Napoli con il nome di fra' Pio. Luca nel 1687 è a Napoli per consegnare un quadro di palmi 3 x 2 1/2 raffigurante l'Annunziata per la costituzione di un fondo cassa necessario ad istituire un monte che assicurasse i maritaggi alle figlie dei pittori iscritti alla Congrega partenopea.

Negli ultimi cinque anni della sua vita, rimasto vedovo, è a Mesagne per periodi sempre più lunghi. Nel paese d'origine è mantenuto dal fratello don Giovanni Leonardo Paciolla, come documentato dal testamento di quest'ultimo, che lo assiste fino alla morte, avvenuta nel 1706 a Mesagne dove viene seppellito nella chiesa di Santa Maria in Behtlhem. Tra le sue opere sinora note, il primo dipinto che reca la firma “Lucas Paciolla” e la data 1685 è L'apparizione della Vergine col Bambino a San Filippo Neri allogata nella cappella adiacente la zona presbiteriale del Duomo di Lecce. Nello stesso anno data il dipinto raffigurante la Predica di San Giovanni Battista e committente fanciullo oggi custodita nei locali della sacrestia della chiesa del Gesù a Lecce, segnato in calce “Luca Paciolla /F.cit". Sempre nella chiesa leccese del Gesù è l'autografa Vergine con il bambino e i santi Giovanni Battista e Pietro Celestino, databile tra la fine del '600 e gli inizi del secolo successivo.

L’ultima sua opera certa è la pala posta sull’altare della chiesa di Santa Maria Maggiore a Maratea; il dipinto, eseguito a olio su tavola, raffigura Maria Immacolata e reca la data 1690 e la firma “Lucas Paciolla”. Da un documento, pubblicato recentemente, si apprende che nel luglio 1696 furono terminati gli affreschi della Sala del Palazzo del principe Carmine de Angelis a Mesagne, eseguite dal Paciolla con l'aiuto del pittore mesagnese Domenico dello Monaco. I dipinti periziati dai pittori leccesi Oronzo e Aniello Letizia sono perduti a meno che non li si voglia riconoscere nella teoria di stemmi araldici irreparabilmente degradati e abbandonati ancora in sito nella Sala del Castello.

Altre opere presenti a Mesagne vengono dubitativamente accostati alla produzione di Luca Paciolla in attesa di una più approfondita conoscenza della sua attività. Per la bibliografia, si rimanda a quanto pubblicato in Note su Luca Paciolla con una aggiunta e alcune proposte, inserito nel volume in onore del 50° di sacerdozio di mons. Catarozzolo, “Duc in altum”.


Contatti: Casella Postale 100 - 72023 MESAGNE (BR) - Fax: 0831 776480 - redazione@radicionline.com - Sito realizzato da: webmaster