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Luigi Scoditti (1896-1973)




 
di
Mario Vinci

Luigi Scoditti nacque a Mesagne il 17 febbraio del 1896 da Samuele e da Anna Guarini. Perderà l’affetto materno all’età di due anni e, come egli stesso ci racconta nel suo libro “Ricordi di un paese del Salento intorno al 1906” suo padre non si risposò e vissero “tutti insieme nella stessa casa con tre zie paterne che si occupavano di lui”. Frequentò a Lecce, presso il Liceo Palmieri, gli studi classici per poi proseguire gli studi universitari presso la facoltà di Lettere, che non terminò a causa dell’inizio della prima guerra mondiale, alla quale partecipò come ufficiale di Fanteria, guadagnandosi anche una medaglia d’argento al valor militare. Partecipò anche alla II Guerra mondiale. Finita la guerra volle continuare gli studi universitari, cambiando però indirizzo, si scrisse infatti alla facoltà di Agraria a Portici prima e successivamente a Pisa, dove si laureò nel 1923. Qualche anno più tardi si sposò con la professoressa Ada Gioia e nel 1925 partecipò ad un concorso nazionale per agronomi a Firenze, dove risultò vincitore. Iniziò quindi la sua carriera professionale presso le Cattedre Ambulanti di Agricoltura (gli attuali Ispettorati Provinciale dell’Agricoltura). Prestò servizio dapprima a Lecce, poi a Gallipoli, Francavilla Fontana, Cerignola (zona maggiormente interessata in quel periodo alle rivolte contadine, la terra di Di Vittorio), poi venne a Brindisi e di nuovo a Lecce.

Nel 1950 lasciò volontariamente il servizio ritirandosi nella quiete del suo paese natale, per dedicarsi con passione allo studio della storia e delle tradizioni locali, come ci dimostrano i suoi scritti, rimasti in gran parte inediti. Se ne contano all’incirca una novantina, alcuni di poche pagine, altri più corposi, comunque sempre apprezzabili ed interessanti, non solo per gli addetti ai lavori. Il suo studio in quel palazzotto di piazza Cavour, divenne ben presto un vero salotto culturale, frequentato da diversi amici e cultori della storia locale, tra cui l’avvocato Lallo Caracciolo, il pittore Antonio Franco, don Daniele Cavaliere, Annibale Cavaliere ed il prof. Gherard Rohlfs, che per i suoi studi di glottologia sul dialetto salentino ed in particolare sulla Grecia salentina, era spesso in Puglia e talvolta soggiornava in casa di Luigi Scoditti. Lo Scoditti è stato un ricercatore instancabile, ha tolto dall’oblio del tempo documenti e testimonianze che altrimenti sarebbero andati perduti, lasciandoci così un patrimonio che è ancora da scoprire. Purtroppo molti dei suoi lavori, come accennato precedentemente, non sono stati pubblicati per mancanza di fondi e per lo scarso interesse degli Enti preposti alla salvaguardia del patrimonio culturale (molte volte infatti, l’interesse alla pubblicazione e quindi divulgazione di determinate opere, che sono pur sempre frutto di accurate ricerche, sono oggetto di affrettato giudizio da parte di persone che con la cultura hanno poco o niente a che vedere, lasciando cadere nel vuoto anni di lavoro). Fortunatamente, però, molte opere dello Scoditti sono conservate presso le Biblioteche  Provinciali di Brindisi e di Lecce e presso la Biblioteca Arcivescovile “A. De Leo” di Brindisi.

A sottolineare quanto detto precedentemente proponiamo un articolo del prof. Rohlfs apparso sulla Gazzetta del Mezzogiorno del 5 gennaio 1962, dal titolo: L’opera sconosciuta di un autodidatta del Salento.

“Mi permetto di mandarvi per la terza pagina (nei quotidiani la terza pagina, come ben si sa, è dedicata alla cultura ed è chiamata elzeviro) del Vs. giornale,  un piccolo articolo che ha lo scopo d’illustrare brevemente l’attività di uno studioso locale, il dott. Luigi Scoditti, di Mesagne, che, secondo me, merita di essere onorevolmente presentato ai vostri lettori, anche perché gli studiosi locali si rendano conto che le loro fatiche non sempre terminano nel grande dimenticatoio, come purtroppo spesso capita. La recente pubblicazione della professoressa Ada Gioia, dal titolo - Gli scritti di storia salentina e mesagnese di Luigi Scoditti - mi inducono a dare notizia, su di un quotidiano di vasta diffusione in Puglia e nel Salento, di uno sconosciuto e fecondo scrittore di storia salentina, tuttora vivente, qual è il mesagnese Luigi Scoditti. E ne dò notizia io, cittadino non italiano, perché nei miei frequenti viaggi e permanenza nel Salento, per lo studio dei dialetti salentini (vedi il mio vocabolario dei dialetti salentini), ho conosciuto e sono entrato in relazione con lo Scoditti che è stato poi uno dei miei più assidui informatori, per la compilazione del predetto vocabolario. E ne dò notizia io, anche perché vedo che nessun suo concittadino si è curato di segnalarne l’opera. Eppure l’opera storica dello Scoditti, se non altro per la sua vastità, merita di essere segnalata agli studiosi ed al pubblico colto delle Puglie e del Salento […]”.

Dopo la morte della moglie, avvenuta nel 1969, il nostro Luigi avrà un periodo di pausa nella ricerca storica, l’ultimo lavoro è datato 1970 e riguarda la chiesa della Misericordia. Luigi Scoditti si spense in Mesagne all’età di 77 anni, il 25 settembre del 1973. Sarebbe auspicabile dare a questo personaggio il giusto spessore culturale che merita, pubblicando un’antologia degli scritti, dei quali riportiamo i più importanti:

  • L’origine e la denominazione dei centri abitati della provincia di Brindisi - Dattiloscritto, pagine 186, anno 1960;
  • Bibliografia di Giovanni Antonucci, in Studi Salentini, Lecce, dicembre 1956, pp.90-160;
  • Il castello di Mesagne, in Il Corriere del Giorno, Taranto, 17 agosto 1954;
  • Storia di Mesagne, dalle origini ai primi anni dell’800 - Dattiloscritto, pagine 149, anno 1968;
  • Note storico-topografiche sulla città di Mesagne - Dattiloscritto di pagine 50, con cinque piante, s.d.;
  • Note storiche sulle contrade rurali di Mesagne e dintorni - Dattiloscritto, di pagine 248, s.d.;
  • Scritti e scrittori di storia mesagnese, Dattiloscritto, pagine 40, s.d.;
  • Le guerre dei Messapi con Taranto, in Il Tallone d’Italia, Lecce, 2 e 18 giugno 1955;
  • La popolazione di Mesagne dal 1378 al 1961 - Dattiloscritto;
  • Ricordi di un paese del Salento intorno al 1906 - Lavoro autobiografico, stampato per i tipi della Tipografia Ragione di Brindisi, 1966, di pagine 120.


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